Una foto profetica: gli africani di Rosarno bruciano, gli Italiani accavallano le gambe

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Era il 9 gennaio quando dall’ex Opera Sila-ESAC-ARRSA partivano volontariamente o coercitivamente gli africani di Rosarno. Quel giorno manipoli di giornalisti e di forze dell’ordine popolavano l’entrata del campo, diventato in quelle ore rifugio controllato, luogo sicuro e anche un po’ lager…

Una donna, ignota ai miei occhi, siede sul cordolo davanti il campo probabilmente stanca dall’attesa che gli stranieri venissero sfollati. Si mette comoda, accavalla le gambe. Dietro ancora bruciano pneumatici, bruciano la rabbia di chi ha visto il bastone dell’Italia… e allora forse quelle gambe accavallate, quelle spalle su quel busto, se vi impegnate, potrebbero sembrarvi una sagoma dell’Italia… che se ne frega.

Rosarno ancora brucia, l’autunno è alle porte… l’Italia se ne fotte.

la musica è “dare”

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"Secondo te la musica è essere o avere?"

La musica è dare. E’ un dono fatto al mondo, una sorta di medicina, un mezzo terapeutico che arriva dove nessuna medicina può.

A Giovanna,
un incontro improbabile,
un soggetto che dà molto

“Magna, Italia!” un racconto fotografico da Rosarno

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Questa terra era colonia
ai tempi della Magna Grecia,
oggi continua ad esserlo,
ma qui non c’è l’Italia,
c’è solo il "magna"!

Nel dicembre 2008 dopo esser stati sparati e feriti due ragazzi africani, i testimoni dell’atto denunciano in fila ai carabineri il nome di Andrea Fortugno che poi sarà condannato e sta scontando 13 anni di reclusione.

Gli africani dunque, senza conoscere il fenomeno, si ribellano alla ‘ndrangheta.

Nell’inverno successivo (2009/’10), l’ultimo scorso, su spinta emotiva di alcune persone sensibili, con il supporto economico della chiesa cattolica e con la coordinazione dell’Osservatorio Migranti di Rosarno un’ondata di solidarietà in dicembre inonda gli africani…

Probabilmente la vicinanza alle persone che l’anno precedente hanno fatto finire in galera un rampollo delle ‘ndrine locali ha dato fastidio a qualche mente.

Poi è cronaca.

Successivamente, da febbraio già decine di africani tornano a Rosarno in cerca di fortuna e lavoro, ma impossibilitati di  abitare nei vecchi accampamenti, già bonificati si arrangiano nelle campagne… e le loro condizioni di vita peggiorano.

Appuntamento al prossimo anno.

 

Questa è la storia che la mostra fotografica "Magna, Italia!" si propone di riassumere con l’evidenza di ciò che accade alla luce del sole.

Finora le città che hanno ospitato la mostra sono:

- Cosenza, 17-21 marzo 2010, all’interno del programma culturale di FieraInMensa;
- Cosenza, 26 marzo 2010, Zion festival "nessuno escluso";
- Palermo, 9 aprile 2010, comunità "la zattera", laici comboniani;
- Aragona (AG), 14-16 maggio 2010, biblioteca comunale, entro l’iniziativa "lo straniero: invasore, rissorsa o opportunità?"
- Regio Calabria, 24 aprile 2010, CSOA Cartella, VIII compleanno;
- Mantova, 18-30 giugno 2010, Centro Interculturale della Provincia, piazza Sordello.



Un’anteprima delle foto della mostra è visitabile nella galleria

solo sale… sole che scende

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Solo sale… sole che scende…
Solo sale… sole che scende…
Solo sale… sole che scende…
Solo sale… sole che scende…
Solo sale… sole che scende…
Solo sale… sole che scende…
Solo sale… sole che scende…
Solo sale… sole che scende…

Sale e scende il sole che sa.

Questa della Marinella è una storia vera

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Questa della Marinella è una storia vera,
che cadde un masso prima della primavera.

Potrebbe iniziare così un canto triste da intonare sulla storia della Marinella di Palmi, probabilmente uno degli angoli più pittoreschi della Calabria e con un valore paesaggistico e naturalistico inestimabile.
Siamo sulla Costa Viola, quel tratto di terra che si avvicina alla Sicilia, quel tratto di terra che arriva al mare ancora troppo alta e allora sprofonda immediatamente, formando delle volte piccole spiaggette e regalando all’osservatore lissù un mare dallo strano colore, quasi viola, ecco perché il nome.

Quest’inverno per l’ennesima volta una frana ha isolato il borgo che non è abitato, ma comunque alcuni pescatori ancora lo popolano.

Il degrado è subito corso ad abitare questa splendida "spiaggia" e questa volta il degrado non è colpa di istituzioni, ministeri, né di navi velenose… questa volta sono pochi incivili criminali ambientali che per risparmiare un soldo di smaltimento rifiuti gettano rifiuti a mare e poi bruciano pure…


 

contro lo sgombero dei rom a Cosenza

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http://www.naturalmenteandrea.it/photo/photo_teller/presidio_no_sgombero_rom_CS/

L’ennesimo passo indietro… dopo esser riusciti ad annullare i “fogli di via” al precedente prefetto di Cosenza che risultavano violare la legge, ora un altro, un nuovo prefetto, ne emette altri.
Sicuramente una importante spinta arriva dalla amministrazione comunale di Cosenza del sindaco Perugini che, non riuscendo a progettare dinamiche di integrazione con queste genti, non sa far altro che scacciarli via.
Le associazioni continuano nel loro percorso di amicizia riscoprendo sicuramente persone più vere di noi altri.

 

Per quanto proverete a disfarvi di queste genti, per quanto vi stiano antipatiche… continueranno a bussare alle vostre porte!
Sindaco Perugini, guarda queste facce, guarda che sono cattivi!
Perché non chiedi diretamente di ucciderli tutti?

Cosenza, contro lo sgombero della Cittadella delle Associazioni

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Le leggi di urbanistica parlano da sempre di coinvolgimento attivo della cittadinanza.

Dove i cittadini si esprimono con una partecipazione, a valore sociale offrendo servizi a tutta la città, con particolare attenzione agli ultimi… lì interviene l’autorità a imporre con il pugno di ferro, anzi di cemento, per favorire i grandi impresari edili che stanno speculando nella città di Cosenza.

Per approfondimenti: http://exofficinecosenza.wordpress.com/

mercati

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I mercati di una città al centro del mediterraneo non possono non esser contaminati da quelo spirito che da sempre abita queste terre. Non importa che si tratti di mercati notturni o meno, ittici o ortofrutticoli, di vestiario o di ambulanti… il mercato e la sua piazza da sempre è il luogo d’incontro della gente comune, della gente vera, quella che non si trova facendo zapping.

Questo lavoro è frutto del workshop “raccontare una storia per immagini” tenuto a Reggio Calabria da Giulio Di Sturco dall’1 al 5 maggio 2010.

u Gioia, Pasqua a Scicli

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http://www.naturalmenteandrea.it/photo/photo_teller/u_Gioia_Scicli/

Il sentimento popolare governa le folle, emoziona chiunque con le sue splendide coreografie che hanno per regista un sentimento trasmesso di generazione in generazione.

Ed ecco che la festa della Resurrezione di Cristo diventa un’ottima vetrina per i giovani più prestanti o gli uomini più abbienti, ognuno a modo suo, per conquistare le donne del posto.

Il protagonista dell’evento è una statua del Risorto che "balla" per le imprevedibili strade secondo volontà e forze altrettanto bizzarre dei portatori.

È un’isteria collettiva che per un giorno e una notte conquista chiunque e calamita tutto attorno a sé. È un pozzo di contrasti: sacro-profano, chiesa-stato-popolo, ricchezza-povertà, tradizioni-progresso…

 

Scicli è patrimonio del UNESCO, per l’alto valore architettonico barocca del centro storico ma c’è di più.
La festa del Gioia, o Uomo Vivo, non è solo la Pasqua ma sottolinea il carattere folkloristico, profano, idolatro di un popolo che crede più nella gioia, nella festa che nella devozione religiosa.

se io che…

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Un piccolo report sul rapporto uomo-natura che avviene su alcuni confini di questi due mondi, un pretesto per minimizzare tratti e colori… un allegro viaggio nel minimalismo in macrofotografia.

Se io che sono così bella affogo nel grigio…

e se io che sono così brutto affogo nel bianco…

e se anche io che sono così brutto m’immergo di bianco…