Sampieri-Costa di Carro in Mountain Bike

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Prima strada interdetta alle bici passeggio, la continuazione di Via Canarie: discesa in sterrato che attraversa la Strada Provinciale 66 e attraversando una ipotetica e futuribile struttura in costruzione arriva proprio al Pata Pata, svolto a destra verso il lungomare (via Miramare) che abbandono presto (via Monte San Michele) a causa dei lavori in corso sul molo. Sono queste ultime le stradine più belle e le più antiche del borgo di Sampieri, tipico borgo di pescatori.
Andando ancora oltre il molo (Via Milano) si arriva ad un’interruzione, siamo esattamente sulla punta più prospicente di Sampieri rispetto al mare, non essendoci nome neanche sull’IGM, la chiamerò banalmente punta Sampieri.
Da qui come si può notare inizia il divertimento, prima su sterrata in mezzo a splendide fioriture, poi, scendendo un attimo dal sellino a causa di sabbia asciutta, spiaggia, sabbia, a pochi metri dall’acqua.

Al ritorno cambia poco.


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iurichechi… chechiiuri

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Ecco, finalmente ho trovato le libellule a mare! E così fu che finì per loro la pace!

Questo esemplare di Sympetrum Fonscolombii femmina era piuttosto piccolo e non troppo attivo poichè la giornata non era molto soleggiata.
Oltre alla nitidezza un punto di forza di questo scatto, secondo me, è lo sfondo così "pennellato", il colore chiaro è la sabbia marina.

iurichechi

passeggiata su monte Fistocchio

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In Aspromonte un altro posto davvero delizioso e facilmente accessibile è monte Fistocchio. Anticamente, e i ritrovamenti confermano questa tesi, questo monte era un punto strategico per gli avvistamenti poiché da qui si gode di una splendida veduta sia sul versante Tirrenico che su quello Ionico. Delle cime Aspromontane monte Fistocchio è la terza da nord dopo Misaafumera e Scorda. La vegetazione è mista: sulle pendici tirreniche c’è un bosco misto a faggio e abete bianco, convivenza rara e indice di alto grado di biodiversità dell’ecosistema, e sul versante ionico il bosco è prevalentemente di pini. Tuttavia dalla strada asfaltata alla cima c’è un gradevolissimo prato di quota che consente di arrivare in cima a vista e godere oltre che della veduta sui due lati della dorsale anche del versante settentrionale delle più alte cime dell’alpromonte: il monte Cannavì, il Puntone l’Albara, la Guardia del Falcone e Montalto. In questa zona con alcuni accorgimenti (ad iniziare dal silenzio) è probabile l’incontro con lo scoiattolo nero appenninico. una foto


veduta da nord sulle cime più alte dell’Aspromonte


uno splendido esemplare di scoiattolo nero appenninico (purtroppo fotografato male)

monte Misafumera e Scorda

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Ecco la mia prima proposta di escursione. Siamo in Aspromonte, ci dirigiamo nel cuore di questa splendida, verdissima montagna. Punto di riferimento l’ex-sanatorio oggi sede della Comunità Incontro. Venendo da nord, quindi dall’incrocio del Crocifisso con direzioni Zomaro-Trepitò, Platì-Bovalino, Santa Cristina, Sanatorio-piani di Carmelìa, una volta giunti all’incrocio in prossimità del Sanatorio proseguire sulla strada principale e alla prima area di sosta; venendo da sud, cioè i piani di Carmelia, fermarsi alla piazzola sulla destra poche centinaia di metri prima del bivio per il Sanatorio. Dalla macchina entrare nel bosco dal lato di monte e dirigersi leggermente verso sud, il sentiero è poco tracciato, comunque in ogni caso non attraversare il vallone salendo si giungerà ai segni più chiari del sentiero che porta al punto di sella tra le due cime. Salendo si attraversa uno splendido bosco di faggio a tratti con esemplari di abeti. Si può arrivare in cima anche a sentimento spostandosi un da più a nord (quindi guardando al cima a sinistra) e attraversare la stupendo bosco di abeti, una volta molto più presente su tutto l’appennino, oggi raro. In poche decine di minuti si arriva sullo splendida cima del monte Misafumera (1390 m s.l.m.) da dove si ha uno splendido colpo d’occhio su tutto il versante tirrenico dell’Aspromonte fino ai monti di sant’Elia e su tutta la Piana di Gioia Tauro e sul versante Ionico sulla vallata del torrente Acone e la fiumara Careri fino alla costa e gli abitati di Ardore, Bovalino e Bianco. Una volta visitata la cima scendere e dirigersi, seguendo il sentiero tracciato, si attraversano diversi prati, in primavera stupendamente fioriti, si godono di diverse viste panoramiche. Quando il sentiero si biforca prendere il sentiero che sale e successivamente quando si nota che va scendere sul versante ionico abbandonare il sentiero e continuare a sentimento. Poco dopo si arriverà ad una carrareccia, attraversarla e poco più sopra c’è lo splendido minuscolo giardino di monte Scorda, pochi metri quadrati di prato, splendida pace. Si consiglia di visitare anche il prato poco oltre scendendo. Per tornare ripercorrere il tracciato percorso.