Marzo 7, 2010
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Come sempre c’è un valico che ha qualcosa di "magico".
Con l’auto andiamo dietro il palazzo della provincia di Cosenza, situato lungo la Strada Statale 107, a fianco c’è il palazzone di una Banca che ovviamente non è Banca Etica. Gradualmente la popolazione delle fosse della strada aumenta.
Poi c’è il "valico magico": il sottopassaggio della ferrovia, destinata com’è in Calabria a strozzare foci di fiumi e a segnare i confini di aree degradate, abitate da spazzature di ogni genere.
Si presenta ai miei occhi un girone dantesco, baracche esternamente costrette a combattere con le intemperie e dentro specchio di un’umanità in cerca di normalità.
E’ un campo rom, ma non credo sia meglio degli altri che ho visitato, probabilmente qui l’alito delle istituzioni si fa ancora più pesante. A febbraio è stato infatti recapitato a questi nostri fratelli un’ordinanza di sgombero per occupazione di suolo demaniale (tenuto molto bene, in verità) e soprattutto incapacità di dimostrare un paese d’origine.
Ovviamente non sono soli, c’è tutta la rete delle associazioni che sta lottando affinché questa ordinanza non divenga fattiva.
Non incrociamo le dita, lottiamo!
Febbraio 13, 2010
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Naturalmente non ho smesso di scattare foto, anzi…
Nell’ultimo mese mi sono dedicato altre volte di Rosarno.

Innanzitutto ho aggiornato la galleria "Quel che resta (dopo le ruspe)" che documenta l’abbattimento in diversi stati della Rognetta.
Sono state create altre tre nuove gallerie.

Un giorno di inizio febbraio, complice il bel tempo e la temperatura davvero bassa anche quiggiù in QuasAfrica, sono riuscito a scattare alcune belle fotografie al primo mattino al cosiddetto "engage" tra i francofoni.: l’ingaggio al lavoro quotidiano. Dunque ancora ce ne sono africani a Rosarno! Sì, ma davvero pochi, sicuramente meno di un centinaio e se la passano ancora peggio perché nonostante l’avversione delle forze dell’ordine, che sono arrivate a far multe di 7mila euro, perché i lavoratori non avevano con sé imbracatura e casco di sicurezza. Le forze dell’ordine inoltre non lasciano più abitare gli africani nei loro soliti "villaggi" e quindi non potendosi permettere una stanza in affitto nel paese stanno nelle campagne, dispersi. Le loro condizioni di vita peggiorano.

Lo Stato dunque pare ci sia, ma solo per mostrare i muscoli, certo non per gestire il fenomeno. Il 5 febbraio sono arrivate le ruspe della Protezione Civile, "promettendo" di fare una bonifica.
Cos’è una bonifica? Credo per loro significhi mettere ordine, quasi una distruzione… certo non depureranno le acque di quella specie di latrina-discarica, né credo che disinfetteranno.
Non ha senso… ma è solo la mia stupida opinione.

Con un’altra alzataccia ho potuto scattare un po’ di foto dentro l’ex Opera Sila-ESAC-ARSSA. E’ incredibile come tutto pare si sia fermato al 9 gennaio e poi sia stato preda della ruggine, del tempo… anche i colori vivaci delle tende si sono sbiaditi senza la vita di chi le abitava. Le foto parlano da sole. Gli oblò sono i silos dove alcuni dormivano, alcuni scatti sono anche fatti dentro di essi.
Buon viaggio.
A giorni sarà pubblicato un reportage fotografico di 8 pagine stampabile da pdf.
Gennaio 11, 2010
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Oggi sono tornato a Rosarno.
Sono arrivato alla Rognetta dove, convinto che avrei trovato solo muri, invece ho scattato un po’ di foto ancora tutti gli indumenti e gli "arredamenti" delle baracche e dei containers erano lì… qualcosa mi dice che i migranti non siano stati invitati molto gentilmente a lasciare "casa loro"…
Metto un po’ di foto, ma ovviamente sono tutte visionabili dalla galleria.
un po’ di ironia

Ingresso del campo e del fabbricato


Dentro


Capanne, annus domini MMX

Brandelli e riflessi


La scala di filo e il bike-discount


Gennaio 9, 2010
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Oggi parlo di oggi.
Poche parole per accompagnare immagini fin troppo eloquenti e probabilmente poco spettacolari per quei palati che si curano con Auditel, ma io racconto e basta, nessun’altra pretesa.
Quattro i capitoli: partenze, strascichi (di ieri), attese, racconti.
Partenze
Appena arrivato erano già in movimento altri pullman per cercare di sgomberare dopo la Rognetta anche l’ex Opera Sila-ESAC-ARSSA. Ovvio che tutto era gestito molto umanamente con un megafono.
Strascichi
Le due giornate precedenti hano duramente segnato le strade di Rosarno pensano tutti e invece no, slo quelle vicino a dove abitavano i migranti.
Mi soffermo sulla foto del ferito e dell’ambulanza. Un ragazzo rimasto ferito ieri stamattina si è sentito nuovamente male: frattura non diagnosticata! Ma come si fa a non accorgersi di una frattura??? E’ stato portato nuovamente all’ospedale…
Attese
Attese dei datori di lavoro affinché pagassero il dovuto, attese di documenti riposti altrove, dove poi è stato appiccato fuoco da alcuni ragazzacci rosarnesi che bisogna tollerare più di troppo, attese di pullman, di treni, di speranze, di vite migliori…
Racconti
Per ricordarci quel proverbio africano che tanto non piace a noi "ogni paese è i suoi uomini" e allora io parlo di chi non andr° via fin quando non avrà il suo salario, di chi crede di trattare questa gente con i guanti di velluto e chi è convinto che la ‘ndrangheta in questo fenomeno non c’entri niente.
In sintesi
La mia sintesi è molto semplice: abbiamo risolto il problema con il metodo ariano: lager + deportazione!

Gennaio 8, 2010
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"Come bestie - abitazioni di Africani a Rosarno 2009/’10" è un nuovo capitolo di un libro scritto con sangue e sudore di persone che arrivano in Italia per lavorare, scappando da miseria, persecuzioni politiche e guerre e non trovano altro che altra violenza, altra povertà.
Avevo scritto anche un anno fa nel post amare… arance amare interrogandomi sull’invisibilità di queste persone. Oggi pubblicamente al tg il prefetto ha confessato che esistono che le ha incontrate e che farà qualcosa per loro.
Con l’associazione Mammalucco onlus (di cui faccio orgogliosamente parte), sostenuti dalla Caritas diocesana, abbiamo preparato una cena con ricetta africana che è parsa gradita, più che altro per il fatto che abbiamo portato i djembé e i ragazzi si sono divertiti un po’, si sono svagati, hanno ballato sui loro ritmi, ad occhi chiusi, probabilmente ricordando la polvere africana.
Subito dopo l’associazione Mammalucco onlus (di cui faccio orgogliosamente parte) ha fatto una colletta tra le nostre amicizie e famiglie e abbiamo comprato tre djembé che abbiamo loro regalato il 6 gennaio con l’auspicio che potessero rallegrarsi talvolta.
Da questa esperienza è nata una raccolta di foto che andrà crescendo…
In quel pomeriggio del 30 dicembre 2009 ho avuto modo di fare una passeggiata dentro il principale capannone, scattare qualche foto alle loro "abitazioni" evitando di cogliere i loro volti per non essere riconosciuti dalle mamme che come si sa hanno poteri superiori e riescono a sapere sempre tutto.
Le foto sono visitabili anche dalla seconda pagina della galleria.
























Gennaio 4, 2010
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Ero in treno il secondo giorno del nuovo decennio e mi dirigevo verso nord di qualche centinaio di chilometri per rivedere delle vecchie amiche.
Leggevo la camera chiara di Roland Barthes quando alzando gli occhi verso la parte opposta al mio finestrino intravedo nonostante il piccolo campo visivo l’arcobaleno, un arcobaleno stupendo, forte, intenso… sorrido e continuo a leggere.
Il viaggio lentamente continua e l’arcobaleno si presenta anche sul mio lato, il signore di fronte a me tira la tendina per non esser accecato dal sole e io ho maledetto il mio non possedere un grandangolo ma ci provo lo stesso, la luce sul suo volto è troppo stupenda e fuori quell’arcobaleno (in realtà doppio) è una splendida cornice. Prendo la macchina, allargo a 18mm, chiudo a f/8 per avere una discreta profondità di campo e nitidezza e mi spingo a 500 ISO, -2/3 l’esposizione… ok, il tempo è sufficientemente veloce! Lui china leggermente il capo come per uscire dal fotogramma, dalla storia.
Rabbrividisco… non vedo già l’ora di tornare a casa e godermela.
Non vedo l’ora di stamparla enorme!

Dicembre 23, 2009
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Un seme? Un esplosione di vita nel mondo.
Un dio, qualunque dio sia nato il 25 dicembre da una vergine e fu preannunciato da una stella che veniva da oriente!
Qualunque dio…
Buona natività di Gesù se sei cristiano, di qualcunque altro dio se hai un’altra fede!
Possa l’uomo imparare a vivere senza questo schifo di feste consumistiche.
